Graphic Design e Desktop Publishing: le differenze

Lascia un commento

Qual è la differenza tra Graphic Design e Desktop Publishing?

di Jacci Howard Bear – freelance Graphic Designer, scrittrice e artista

Graphic Design e Desktop Publishing condividono un  tale numero di somiglianze da essere spesso utilizzati come termini intercambiabili.

Non c’è nulla di realmente terribile nell’uso indistinto di un termine o dell’altro, ma è utile conoscere e comprenderne le principali differenze, e come le persone utilizzano o confondono le due discipline:

  • Graphic Design: La professione del graphic designer  è strettamente legata al processo creativo attraverso il quale emergono i concetti, le idee e le conseguenti soluzioni rivolti alla comunicazione visiva di uno specifico messaggio;
  • Desktop Publishing: Al DTP si riferisce, invece, il processo meccanico che designer e “non-designer” eseguono per  trasformare le loro idee (destinate a testi, documenti, brochure, depliant, posters, pannelli, newsletters ed altri progetti grafici) in files digitali utilizzati nella stampa commerciale o individuale;

Sebbene il Desktop Publishing richieda una certa dose di creatività, com’è intuibile sin dalla distinzione appena illustrata, si tratta di un processo più orientato alla realizzazione materiale di un prodotto di editoria, che alla sua pura ideazione grafica.

Il software è uno dei comuni denominatori

I graphic designers utilizzano software e tecniche proprie del DTP per realizzare “prove di stampa” delle loro intuizioni. Ciò è reso possibile dal fatto che le applicazioni per l’editoria individuale permettono una rapida e contestuale visualizzazione dei risultati ottenuti combinando tra loro layouts differenti, caratteri, colori e qualunque elemento sia richiesto dal progetto grafico in esecuzione.

Anche i non-designers utilizzano software e tecniche proprie del DTP  per realizzare progetti grafici per lavoro o per piacere. In essi, la quantità di creatività e competenze specifiche impiegate è un fattore estremamente variabile.  Computer e software, affiancati a  templates professionali, permettono all’utenza media di costruire e stampare progetti grafici in parte assimilabili al lavoro dei professionisti. Tuttavia, il gap sostanziale sarà in ogni caso evidente già ad un’analisi sommaria del risultato finale, inevitabilmente affetto dalla’inferiore nitidezza concettuale, dalla minore meticolosità delle rifiniture , o dalla insufficiente polimentatura, identificabili in un prodotto realizzato da un grafico esperiente.

Graphic design

è il processo e l’arte di combinare testo e grafica, con il fine di trasmettere efficacemente un messaggio visuale.

Desktop publishing

è il processo, realizzato attraverso un sistema informatico e sue dipendenze (gli applicativi), di combinazione grafica e testuale con lo scopo di produrre un documento editoriale finito.

Graphic Design = “Buono” || Desktop Publishing = “Cattivo”
Anatomia di un mito.

Graphic design e Desktop Publishing, si affermava all’inizio, sono spesso utilizzati indistintamente; tuttavia il DTP, in parte trattandosi di un procedimento produttivo svolto anche da non-designers, è sovente considerato un’attività gerarchicamente in subordine rispetto al Graphic Design. In realtà, le due discipline provengono da tradizioni storiche perfettamente parallele, gemellate (questo sì) da molti punti di reciprocità.

Non tutti i publisher impegnati nel DTP si occupano di Graphic Design, ma molti grafici sono coinvolti in attività che necessitano del Desktop Publishing – la produzione collaterale del design. Il termine publisher può essere riferito tanto ai grafici quanto ai non-designers (termine terrificante, finalmente l’ho detto, ma piuttosto esaustivo. ndr), ma che di frequente suggerisce una connotazione negativa di amatorialità.

Alcuni professionisti sono piuttosto espliciti nell’esprimere il loro distacco ideologico dal DTP; il che, in tutta sincerità, risulta abbastanza incongruente, considerando che in buona parte del loro lavoro è necessaria una certa attività di Desktop Publishing. Ciò che li infastidisce, comunque, non riguarda il DTP in sé – poichè si tratta di una parte realisticamente marginale del’intero processo creativo – bensì l’uso approssimativo (reale o percepito) della composizione grafica e testuale da parte dei non addetti ai lavori.

Annunci

La nascita del Desktop Publishing

Lascia un commento

Quando è stato inventato il Desktop Publishing?

di Jacci Howard Bear – freelance graphic designer, scrittrice e artista

Molteplici avvenimenti occorsi a partire dalla metà degli anni ’80, compreso lo sviluppo del sistema Aldus PageMaker (oggi Adobe PageMaker), hanno spianato la strada all’era dell’editoria individuale.

La rivoluzione della composizione editoriale è stata in primo luogo possibile grazie all’introduzione di Apple LaserWriter, del sistema di stampa PostScript e della nascita di PageMaker per Mac. La paternità del termine “Desktop Publishing”, poi, è generalmente riferita a Paul Brainerd, fondatore della Aldus Corporation. Il 1985 fu un anno particolarmente felice.

1984 – Debutto di Apple Macintosh.

  • 1984 – La Hewlett-Packard introduce la stampante LaserJet, la prima stampante laser di dimensioni contenute.
  • 1985 – Con Adobe nasce il sistema PostScript, e con esso lo standard industriale Page Description Language (PDL) per la composizione editoriale professionale.
  • 1985 – La Aldus Corp. sviluppa PageMaker per piattaforma Mac, il primo applicativo di Desktop Publishing.
  • 1985 – Apple produce la stampante LaserWriter, la prima stampante laser ad integrare il sistema PostScript.
  • 1987 – Il programma PageMaker è implementato in ambiente Windows.
  • 1990Microsoft rilascia la versione 3.0 dell’OS Windows.

Avanzando rapidamente al 2003 ed oltre, è tutt’oggi possibile acquistare stampanti laser HP e Apple, ma esistono altre centinaia e centinaia di stampanti e marchi tra cui scegliere. PostScript raggiunge la release numero 3.0, mentre PageMaker è contemporaneamente giunto alla versione 7, permanendo entrambi ai piani alti del segmento consolidato del mercato.

Negli anni intercorsi tra la nascita di PageMaker ed il suo acquisto da parte di Adobe, il programma QuarkXPress della Quark Inc. ha preso il largo come applicazione preferita per il Desktop Publishing. Dopo alcuni anni di dominio pressoché indiscusso, tuttavia, il più recente applicativo introdotto dalla Adobe, l’Adobe InDesign, ha messo seriamente in discussione il primato di Quark Inc., affermandosi saldamente alla testa del settore professionale dell’editoria e continuando a raccogliere simpatie, tanto tra gli utenti Mac, quanto tra i fedelissimi di altri sistemi operativi.

Nonostante Macintosh sia ancora considerata dalla maggior parte dei professionisti del DTP (l’abbreviazione per Desktop Publishing) come la piattaforma più avanzata per la realizzazione di prodotti editoriali di alto livello qualitativo, decine di soluzioni “Small Business” hanno raggiunto gli scaffali negli anni ’90, alimentando la crescita di schiere di utenti PC, soprattutto provenienti dall’ambiente Windows.
Da questo punto di vista, inoltre, è opportuno osservare come le soluzioni a basso costo offerte dai diffusissimi sistemi operativi Windows,  Microsoft Publisher e Serif PagePlus, siano arricchite in maniera continua di nuove funzioni, che contribuiscono a renderle spesso l’opzione di acquisto più idonea alle piccole esigenze amatoriali; il che, di riflesso, sottrae mercato alle classiche applicazioni professionali.

Lo stato di salute attuale del DTP, inteso come campo di lavoro complessivo, ha avvertito il cambiamento in particolar modo con l’arrivo di nuovi professionisti del settore, che non sempre dimostrano una totale dimestichezza nell’affrontare certe esigenze specifiche del processo di produzione editoriale. Ragione, questa, per cui alla sommità dell’universo compositivo è ancora possibile incontrare storici ed esperienti “giocatori”, cui è affidato il compito di governare il timone alla ricerca di nuovi orizzonti.

Desktop Publishing: chiarire l’argomento.

Lascia un commento

Cos’è il Desktop Publishing?

di Jacci Howard Bear – freelance graphic designer, scrittrice ed artista.

Desktop publishing è un termine coniato a partire dallo sviluppo di una specifica tipologia di software. Significa utilizzare un determinato software per combinare e riorganizzare elementi di testo e/o immagini, con lo scopo di creare files digitali.

Prima della nascita del Desktop Publishing realizzato con l’ausilio di programmi informatici, i compiti relativi alla produzione di pubblicazioni editoriali erano svolti manualmente, da una grande varietà di professionisti differenti, impegnati tanto nella progettazione grafica quanto nei processi di prestampa. La presunta interscambiabilità di queste figure professionali ha talvolta portato i non addetti ai lavori a creare confusione circa le reali origini e metodologie del desktop publishing.

Sebbene la definizione sottostante sia ancora valida, questo indirizzo può essere utile per una definizione ulteriormente esaustiva e dettagliata: Desktop Publishing in the 21st Century.

Il Desktop publishing consiste nell’utilizzare un computer e del software specifico per creare visualizzazioni grafiche di idee ed informazioni. I prodotti ottenuti possono essere impiegati per  uso interno, destinate alla stampa commerciale o per la loro distribuzione telematica, attraverso il formato PDF, presentazioni, newsletters o il Web.

Secondo una definizione tradizionale, il Desktop Publishing è quindi l’utilizzo di supporti informatici idonei a realizzare documenti commerciali o destinati alla comunicazione aziendale interna.  Allo stesso campo operativo fa riferimento il processo di realizzazione di prodotti editoriali di vario formato (ad esempio le newsletters, i depliants, le brochures o gli stessi libri) che sino a pochi decenni fa erano finalizzati manualmente, utilizzando una grande varietà di tecniche non automatizzate, attraverso complessi macchinari foto-tipografici. Al giorno d’oggi, invece, il software svolge la quasi totalità del lavoro in modo autonomo.

Prima dell’avvento di programmi informatici ad hoc, le operazioni di composizione  erano svolte attraverso l’utilizzo di righelli specifici per la determinazione della grandezza dei caratteri (le cosiddette “E-Scale”), di incollaggi millimetrici e una miriade di altri sistemi non automatizzati, tutti utilizzati per montare un documento destinato alla stampa.

Propriamente, il Desktop Publishing consiste nell’assemblaggio ordinato di elementi digitali in uno specifico formato di stampa. Dal punto di vista pratico, buona parte del processo di design grafico è completato utilizzando specifici programmi di impaginazione e di grafica, da cui deriva la generica inclusione nella definizione univoca di Desktop Publishing.

Distinguendo sommariamente i due procedimenti, si può però affermare:

  • Cos’è il Desktop Publishing – È il processo di combinazione di testo e grafica rivolto a realizzare documenti destinati alla stampa. (Giornali, riviste, libri, newsletter, pieghevoli, brochure, ecc.)
  • Cos’è il Graphic Design – È il processo, e l’arte, di combinare testo e grafica allo scopo di comunicare un messaggio efficace attraverso l’impiego di loghi, illustrazioni, poster, locandine ed ogni altro tipo di comunicazione specificamente visuale.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: